serata d'inverno, gennaio, il sole sta per tramontare e le risaie sono calate nella loro atmosfera lugubre, ma allo stesso tempo poetica: in lontananza si scorgono i boschi immersi nell'infinito delle campagne, imprendibili per quanto sono lontani. Tutto ti avvolge, ti toglie il fiato, ti stringe il cuore, mentre tu passeggi "solo e pensoso": la campagna diventa a quel punto il luogo degli sterminati spazi e dei sovrumani silenzi leopardiani e "nel pensier mi fingo" chissà quali sogni, chissà quali progetti sognatori e illuminanti.
A quel punto ti senti sospeso e hai la testa fuori da questo universo: pensi di non appartenere alla terra e al mondo fatto di persone e spesso di cattiveria perché ti senti puro, rinato. Come se un tuffo in quell'atmosfera crepuscolare, ti avesse donato una nuova vita da ricominciare e meditare il giorno dopo. Perché l'oggi è terminato e lascia spazio al domani.
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| Tramonto e risaia. Acquerello su carta, 21 x 29,7 cm |

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