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| Papillons en bleu, 2013, acquarello su carta, 21 x 29,7 cm |
domenica 7 settembre 2014
Sentirsi come farfalle
A volte si ha bisogno di fermarsi, di guardare, forse anche di fissare il vuoto e poi di meditare. Si ha l'esigenza di affacciarsi alla finestra e di fissare il blu del cielo, specchiando in esso i propri occhi, e poi di respirare, per sentirsi leggeri, liberi di volare, come farfalle. Fermarsi per annusare la vita che scorre, senza meta precisa, come un nastro di seta fluirebbe tra le nostre dita. Per rincorrere i giorni che viaggiano verticalmente secondo il loro senso di gravità, che ci salutano e se ne vanno. Per sondare quale nuovo profumo sarà protagonista tra un secondo, un minuto, chi lo sa. Un arrendersi, senza pretese, ma pur sempre un prendere fiato, acquisire la consapevolezza della brevità delle nostre ragnatele tessute senza sosta, secondo per secondo. Ragnatele fini, eleganti e sensibili, da modellare senza pausa, attraverso le nostre scelte, le nostre azioni e palpitazioni. Il Tempo, inesauribile e inafferrabile, amico e nemico, ci favorisce a piacimento, sconvolgendo le nostre vite all'improvviso, facendoci sentire marionette manovrate da un'incontrollabile frenesia. Quindi veniamo scossi, scrollati, manipolati, spesso smembrati; succede che non siamo più padroni di noi stessi, ci sentiamo il mondo addosso oppure ci siamo schiantati contro di esso. Diventiamo ciechi, disperati, quasi moriamo dentro. Il Tempo ci ha semplicemente ammazzati, beffardo! Poi, quiete. Pace. Rinascita. Rigenerati da questo nuovo vento risaliamo la scogliera battuta da mille onde in tempesta cercando il nuovo Tempo. Un tempo perduto forse, un tempo ritrovato sicuramente. Con buona pace per la vita che verrà.
mercoledì 13 agosto 2014
Fisiologia di un Addio
Quanti atti eroici ci sono in un addio? In ogni addio concesso c'è solamente il bisogno di conservare la propria dignità. Nulla di più. Dire addio comporta sofferenza e distacco. E' un lutto, con tutto ciò che ne consegue. Ogni lutto, essendo una perdita, deve essere adeguatamente elaborato. Ci si svuota dentro e si fa pulizia. Si riordina la propria casa e la propria vita. Si prova nostalgia per il passato. E così accade che per ogni cassetto riordinato ci si imbatte in un oggetto o in una parte di un progetto del tempo che fu, riemergono i ricordi dagli strati più "molli" ed emotivi dell'inconscio, si risveglia la parte di noi che visse e che ora non è più la stessa, perchè ha lasciato il posto ad altro. Il mondo esterno ci rispecchia durante questi momenti ed è per questo che cerchiamo di rivoluzionarci in positivo, rispolverando le cassettiere della rimembranza.
Durante gli addii abbiamo bisogno dell'abbraccio di qualcuno o della buona parola dell'amico, che si rivela tale solo se non ci abbandona in momenti così duri da superare.
Si riflette tanto e si comprendono le numerose dinamiche che hanno condotto all'addio. Addio, sempre immeritato e mai voluto, ma purtroppo necessario alla vita: se non fosse manifesto non ci si potrebbe rinnovare e continuare il proprio percorso. Durante tale percorso poi, essendosi lasciati alle spalle persone e situazioni obsolete, si incontrano nuove vite e nuovi ossigeni per cui si comprende che valga la pena continuare a vivere. E a volte ci si supera, infatti sono proprio le novità che estraggono dal nostro spirito il meglio di noi. In questo modo, ricominciamo, a piccoli passi, a donarci e a respirare aria pulita e diversa da quella precedente, paragonabile al ricircolo costretto di una stanza chiusa per ore. Nel donarci, siamo come le tartarughe addormentate che, risvegliandosi, si affacciano fuori dal loro guscio, forse un po' timorose, ma non del tutto, e comunque curiose di guardare la prossima sorpresa della vita, che sia un arcobaleno mille colori o un orizzonte affascinante e magnetico.
In questi giorni di pioggia lombarda appare difficile la vita, più di quanto possa sembrare, e ci si abbandona in elucubrazioni nostalgiche dai toni cupi e ombrosi. Mi viene in mente questo quadro, che dipinsi qualche anno fa.
Durante gli addii abbiamo bisogno dell'abbraccio di qualcuno o della buona parola dell'amico, che si rivela tale solo se non ci abbandona in momenti così duri da superare.
Si riflette tanto e si comprendono le numerose dinamiche che hanno condotto all'addio. Addio, sempre immeritato e mai voluto, ma purtroppo necessario alla vita: se non fosse manifesto non ci si potrebbe rinnovare e continuare il proprio percorso. Durante tale percorso poi, essendosi lasciati alle spalle persone e situazioni obsolete, si incontrano nuove vite e nuovi ossigeni per cui si comprende che valga la pena continuare a vivere. E a volte ci si supera, infatti sono proprio le novità che estraggono dal nostro spirito il meglio di noi. In questo modo, ricominciamo, a piccoli passi, a donarci e a respirare aria pulita e diversa da quella precedente, paragonabile al ricircolo costretto di una stanza chiusa per ore. Nel donarci, siamo come le tartarughe addormentate che, risvegliandosi, si affacciano fuori dal loro guscio, forse un po' timorose, ma non del tutto, e comunque curiose di guardare la prossima sorpresa della vita, che sia un arcobaleno mille colori o un orizzonte affascinante e magnetico.
In questi giorni di pioggia lombarda appare difficile la vita, più di quanto possa sembrare, e ci si abbandona in elucubrazioni nostalgiche dai toni cupi e ombrosi. Mi viene in mente questo quadro, che dipinsi qualche anno fa.
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| Les barques à Saintes Maries de la mer - da Van Gogh, 2009, acquerello su carta, 15 x 20 cm |
domenica 23 febbraio 2014
Ricordo d'Autunno o presagio di Primavera?
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| Miraggio autunnale, acquerello, 21x29,7 |
lunedì 27 gennaio 2014
La neige sur la campagne pour refléchir
Arriva la neve? Fino a ieri il meteo preannunciava una galaverna imminente fatta di bianco candore condito da distese pianeggianti, in cui avvolgersi di ghiaccio e di fiocchi. Oggi, invece, è sembrata una giornata tutt'al più primaverile. Il clima è cambiato, anche le persone cambiano. Meno male, andrebbe detto. Altrimenti saremmo sempre uguali a noi stessi e ripetitivi come i processi di un pc. Rimane da sperare che, al di là di questi cambiamenti, si mantenga un equilibrio e una bontà nelle proprie azioni e nei propri intenti. Questo discorso si vuole collegare alla ricorrenza della Giornata della Memoria, momento in cui la riflessione dovrebbe essere la regola e non la conseguenza di un ricordo, ormai tramandato. Riflettere per migliorare e non ricadere nella criminalità degli errori passati. Riflettere per immedesimarsi nell'essenza dell'uomo, misero davanti a Dio e, di fronte all'universo, solo un puntino.
Questa calma, questa bontà, questa armonia la ritroviamo solo quando ci rispecchiamo in noi stessi, nell'osservazione della natura, per formare un tutt'uno con essa e sentirci solo eternamente uomini.
Questa calma, questa bontà, questa armonia la ritroviamo solo quando ci rispecchiamo in noi stessi, nell'osservazione della natura, per formare un tutt'uno con essa e sentirci solo eternamente uomini.
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| La neige sur la campagne Acquarello su carta, 21 x 29,7 cm |
mercoledì 8 gennaio 2014
Tramonto e risaia
L'atmosfera ideale per descrivere questo dipinto è questa:
serata d'inverno, gennaio, il sole sta per tramontare e le risaie sono calate nella loro atmosfera lugubre, ma allo stesso tempo poetica: in lontananza si scorgono i boschi immersi nell'infinito delle campagne, imprendibili per quanto sono lontani. Tutto ti avvolge, ti toglie il fiato, ti stringe il cuore, mentre tu passeggi "solo e pensoso": la campagna diventa a quel punto il luogo degli sterminati spazi e dei sovrumani silenzi leopardiani e "nel pensier mi fingo" chissà quali sogni, chissà quali progetti sognatori e illuminanti.
A quel punto ti senti sospeso e hai la testa fuori da questo universo: pensi di non appartenere alla terra e al mondo fatto di persone e spesso di cattiveria perché ti senti puro, rinato. Come se un tuffo in quell'atmosfera crepuscolare, ti avesse donato una nuova vita da ricominciare e meditare il giorno dopo. Perché l'oggi è terminato e lascia spazio al domani.
serata d'inverno, gennaio, il sole sta per tramontare e le risaie sono calate nella loro atmosfera lugubre, ma allo stesso tempo poetica: in lontananza si scorgono i boschi immersi nell'infinito delle campagne, imprendibili per quanto sono lontani. Tutto ti avvolge, ti toglie il fiato, ti stringe il cuore, mentre tu passeggi "solo e pensoso": la campagna diventa a quel punto il luogo degli sterminati spazi e dei sovrumani silenzi leopardiani e "nel pensier mi fingo" chissà quali sogni, chissà quali progetti sognatori e illuminanti.
A quel punto ti senti sospeso e hai la testa fuori da questo universo: pensi di non appartenere alla terra e al mondo fatto di persone e spesso di cattiveria perché ti senti puro, rinato. Come se un tuffo in quell'atmosfera crepuscolare, ti avesse donato una nuova vita da ricominciare e meditare il giorno dopo. Perché l'oggi è terminato e lascia spazio al domani.
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| Tramonto e risaia. Acquerello su carta, 21 x 29,7 cm |
mercoledì 1 gennaio 2014
Un Tramonto rosa, sognante, risveglia la quiete
Au debut de la fantaisie...
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| Tramonto rosa Acquarello su carta, 21 x 29,7 cm |
Con questa prima opera voglio darvi il benvenuto al mio blog "Artemidiva". Artemidiva è una parola nata dall'unione tra "Artemide" e "diva" e significa "dea o diva Artemide". Secondo la mitologia, Artemide, figlia di Zeus e sorella gemella di Apollo, era la dea della caccia, della selvaggina, dei boschi, del tiro con l'arco, della verginità e anche una divinità lunare personificazione della "Luna crescente". Era, per sua espressa richiesta, vergine ma era adorata anche come dea del parto e della fertilità perché si diceva avesse aiutato la madre a partorire il fratello Apollo. Artemide, vitale e combattiva, era una vera amazzone e un simbolo dell'energia presente e imponente. Questa sua carica mi ha già rappresentato fin qui e vorrei che continuasse ad accompagnarmi in futuro: da questo il titolo del blog.
Il vento artemideo ha infiammato il mio spirito da sempre, tanto da portarmi a sperimentare varie esperienze artistiche, avendo studiato arte fin dall'età di 16 anni. Con Artemidiva esco allo scoperto, mostrando a voi visitatori il lato più colorato della fantasia.
Vi propongo qui "Tramonto rosa", acquerello esposto alla mostra "Tesori nascosti delle nostre terre" di cui sono stata protagonista il 14 e 15 settembre 2013.
Mentre la osservo, la mente vaga e ricorda una poesia di Emilie Dickinson, tratta da Poems, libro che, con lungimiranza, il mio migliore amico mi regalò a Natale qualche anno fa:
(1383)
Long Years apart - can make no
Breach a second cannot fill -
The absence of the Witch does not
Invalidate the spell -
The embers of a Thousand Years
Uncovered by the Hand
That fondled them when they were Fire
Will stir and understand.
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