domenica 7 settembre 2014

Sentirsi come farfalle


Papillons en bleu, 2013, acquarello su carta, 21 x 29,7 cm
A volte si ha bisogno di fermarsi, di guardare, forse anche di fissare il vuoto e poi di meditare. Si ha l'esigenza di affacciarsi alla finestra e di fissare il blu del cielo, specchiando in esso i propri occhi, e poi di respirare, per sentirsi leggeri, liberi di volare, come farfalle. Fermarsi per annusare la vita che scorre, senza meta precisa, come un nastro di seta fluirebbe tra le nostre dita. Per rincorrere i giorni che viaggiano verticalmente secondo il loro senso di gravità, che ci salutano e se ne vanno. Per sondare quale nuovo profumo sarà protagonista tra un secondo, un minuto, chi lo sa. Un arrendersi, senza pretese, ma pur sempre un prendere fiato, acquisire la consapevolezza della brevità delle nostre ragnatele tessute senza sosta, secondo per secondo. Ragnatele fini, eleganti e sensibili, da modellare senza pausa, attraverso le nostre scelte, le nostre azioni e palpitazioni. Il Tempo, inesauribile e inafferrabile, amico e nemico, ci favorisce a piacimento, sconvolgendo le nostre vite all'improvviso, facendoci sentire marionette manovrate da un'incontrollabile frenesia. Quindi veniamo scossi, scrollati, manipolati, spesso smembrati; succede che non siamo più padroni di noi stessi, ci sentiamo il mondo addosso oppure ci siamo schiantati contro di esso. Diventiamo ciechi, disperati, quasi moriamo dentro. Il Tempo ci ha semplicemente ammazzati, beffardo! Poi, quiete. Pace. Rinascita. Rigenerati da questo nuovo vento risaliamo la scogliera battuta da mille onde in tempesta cercando il nuovo Tempo. Un tempo perduto forse, un tempo ritrovato sicuramente. Con buona pace per la vita che verrà.