Durante gli addii abbiamo bisogno dell'abbraccio di qualcuno o della buona parola dell'amico, che si rivela tale solo se non ci abbandona in momenti così duri da superare.
Si riflette tanto e si comprendono le numerose dinamiche che hanno condotto all'addio. Addio, sempre immeritato e mai voluto, ma purtroppo necessario alla vita: se non fosse manifesto non ci si potrebbe rinnovare e continuare il proprio percorso. Durante tale percorso poi, essendosi lasciati alle spalle persone e situazioni obsolete, si incontrano nuove vite e nuovi ossigeni per cui si comprende che valga la pena continuare a vivere. E a volte ci si supera, infatti sono proprio le novità che estraggono dal nostro spirito il meglio di noi. In questo modo, ricominciamo, a piccoli passi, a donarci e a respirare aria pulita e diversa da quella precedente, paragonabile al ricircolo costretto di una stanza chiusa per ore. Nel donarci, siamo come le tartarughe addormentate che, risvegliandosi, si affacciano fuori dal loro guscio, forse un po' timorose, ma non del tutto, e comunque curiose di guardare la prossima sorpresa della vita, che sia un arcobaleno mille colori o un orizzonte affascinante e magnetico.
In questi giorni di pioggia lombarda appare difficile la vita, più di quanto possa sembrare, e ci si abbandona in elucubrazioni nostalgiche dai toni cupi e ombrosi. Mi viene in mente questo quadro, che dipinsi qualche anno fa.
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| Les barques à Saintes Maries de la mer - da Van Gogh, 2009, acquerello su carta, 15 x 20 cm |
